lunedì 28 dicembre 2015

Ho deciso di fare una cosa


Allora, c'è questa cosa che è una roba di 3 anni fa
ci ho ripensato spesso, non te l'ho mai detto
ma tante volte eh? che poi a me ste cose piacciono anche tanto, come a te... e allora perchè? eh, scusami.

Volevi portarmi a vedere una cosa; lo proponesti con entusiasmo complice e genuino

Mi avresti fatto vedere quel posto che ti appartiene tanto,
Era un'idea fantastica, te lo metto per iscritto,
...invece andò come andò, colpa mia, senza se e senza ma
e un istante dopo che ti avevo delusa era tardi per rimediare
poi ovviamente non è più venuto fuori.


Così ho deciso di andarci oggi,
in quel posto dove si va quando c'è la neve e non si va a scuola

la metto tra i viaggi

e mentre ero lassù ho pensato che stronzo, che bello sarebbe davvero stato venirci con te e sentirtene raccontare

Avevi ragione tu, è veramente bellissimo qui, da brividi.

Da brividi.







mercoledì 13 novembre 2013

oppure sul treno per Amritsar


Amo tanto quell'odore di patchouli. Non dico quella bacchetta che ti compri al mercatino della domenica mattina, intendo quello vero, che ti travolge mentre attraversi Main bazar, o bevendo chai all'ajay guesthouse, o cercando gli uffici della klm oltre Connaught place, o cercando una posizione sulla corriera della notte per Dehradhun o, meglio ancora, sul treno per Amritsar.

(per chi ha provato quel vento caldo addosso)

mercoledì 2 gennaio 2013

Il Solito

Come si sà, una volta all'anno lo riposto (un pò rivisto e corretto), ci sono affezionato. Non è molto che è passato l'anniversario del Solito e io e la mia complice abbiamo festeggiato la ricorrenza. C'è molto di vero (il succo) ma pure un pò di fantasy :-)
La Frontera
Cinque della magnana, la frontiera; rallento, scalo la marcia, quasi fermi ora fermi ora in coda: M
olte luci, molte sbarre, molta Policia.
Sigaretta.
è parecchio tardi, siamo parecchio stanchi, ce ne stiamo parecchio zitti intanto che aspettiamo il controllo; ognuno per i cavoli suoi coi suoi pensieri, il sudamerica che ne sò, e cose così.
Braccio fuori dal finestrino aria appicicaticcia, faccio un bel tiro; alla radio Route66, che mi pare l'ideale colona sonora del momento... si potrebbe forzare il blocco, premo il piede sull'accelleratore... naaaa mica siamo in un film di tarantino, rilascio.
Pensieri. E sigarette. Ancora in coda, ma quanto ci mettono? Che stanno cercando? capisco all'uscita, ma in entrataaaaaa.... maddueppalle!!
Ne abbiamo ancora acqua?
Insomma, the border, la frontera, la frontiera.
Passports !
Dò il mio, e passo anche il tuo
Amerikanos! (siamo alle solite...)
No, from italy, ai from italy...
Ci contano le pulci. Lo sapevo, lo sapevo.
It's occhei?
Ogghè! Va con Diòs
Gracias
Adelante! Adelante! ...Gringo!
in marcia, andiamo via; Gringo! mi ha detto... come nei films, questa la voglio raccontare
(eh? come? ma certo che lo sò che intendeva brutta testa di cazzo..)

Quasi all'alba arriviamo a Guadalajara, c'è una... boh? stazione di sosta?E allora ti dico
 

Facciamo come al solito?

Il solito
Il nostro solito consiste in questo: posteggiamo la macchina io resto dentro lei entra e ordina per tutti e due; qualche minuto dopo entro pure io, vado direttamente al nostro tavolo. Caffé con leche + huevos revueltos y frijoles, cose così, per stare leggerini; fine prima parte; la second aparte è la più divertente: le dò le chiavi della macchina, lei che è entrata da sola si alza e va per uscire da sola senza pagare, io resto seduto.

Se la fermano dirà che pago io. S
e non la fermano esce monta in macchina accende motore.
Io aspetto il giusto momento di confusione mi alzo e lentamente vado verso l'uscita, senza fretta, lentamente.
Se mi fermano: mesculpe, pensavo avesse già pagato lei.

Se non mi fermano esco, cammino lento lento verso la macchina

il motore è già acceso,
lei è già al volante,
salgo, partiamo.
Siamo già partiti.
Via!
Che figata!

on air: Manu Chao, Me gustas tu

mercoledì 10 ottobre 2012

Because the world is round (ricordo di Alberto Magliano)

E così te ne sei andato. Un pò te l'aspettavi. Un pò ce lo aspettiamo tutti. Però, siamo sinceri dai, è quell'aspettare che ci stiamo raccontando una bugia
e invece speriamo che no, che no, che no.

Forse è più giusto dire che "lo si mette in conto", 
si scalino montagne o si vagabondi per il mondo portando in giro il nostro culo che neanche certa gente si immagina dove e come, "lo mettiamo in conto" che può succedere

che non si torna.
E, a parte tutte le balle, il ritorno fa parte del viaggio poche storie,
e allora quando non si torna è male.

Che poi magari svicoliamo pericoli inauditi in giro per il mondo e poi ci facciam male attraversando la strada a Milano, ...però vuoi mettere col Manaslu? oh Alberto, mica te ne sei andato che stavi in posta o alla banca, supermercato, a via Verdi, largo sempione, corso qui corso là,
no! Sul Manaslu!
E' come un mercoledì da leoni, Alberto, mica paglia.


Una valanga, hanno detto al telegiornale. Ero da mia madre, han detto il tuo nome, ho fatto un balzo sulla poltrona e mi è scappato un "no", come le donnette dei film.

Non sò com'è rotolare giù per un chilometro sotto una valanga. Si muore. Ma anche no. Da cosa dipende? Sfortuna? Fatalità? Se ce la facevi te lo avrei chiesto. Forse mi avresti detto che ti hanno fregato le bombole nella tenda; fossero state da un'altra parte ce la facevi, come Gnaro; la tua tenda un pò avrebbe rotolato, un pò galleggiato e un pò navigato nel mare tremendo di neve che dev'esser stata la valanga di quella notte. Invece no, quell'ossigeno che ti allunga la vita quando non sei Messner e scali a 8000 quella notte ti ha ancorato alla morte.

Alberto, voglio ricordarti in giro nella valle del Khumbu mentre cercavamo quella stregona tibetana che solo lei, dicevano, poteva curarti quella mano coi suoi unguenti, e poi al Campo base della spedizione 2002, l'anno che hai domato il tuo Everest.
8.848 volte bravo Alberto

con Alberto, di prima mattina, Amadablam Garden Lodge a Deboche - (nel 2002)

Campo Base Everest, chez Alberto - (nel 2002)

On air: Because, Beatles 

martedì 25 settembre 2012

Across the universe

Vedo una mia foto di tanti anni fa.
La vedo da morto.
Mi viene da piangere.
Mi guardo e mi riguardo, 
mi adoro.

Oh, era nuvolo.
Sono l'amore della mamma e del mio papà, 
dei nonni, e dei miei zii. Mi sento amato, e protetto.


Guarda come sono vestito,
come sono pettinato.

Sono così innocente, ho una vita davanti,
sono curioso di diventare grande,
non so cosa mi aspetta,
ma spero in bene. come tutti.

on air: Across the universe, Beatles